Intimamente
08 May 2006
di Baro | Riflex

Nadia ha 24 anni, è una ragazza come altre: sta terminando l’università, lavora, coltiva hobby, amici e sogni, pensa. Nadia vive, e guarda avanti con particolare ottimismo, gioiosa e serena ad ogni alba, malinconica e tenera ad ogni tramonto. Nadia ha un segreto, un suo intimo sapere che non smette mai di portarsi dietro, un timore che mai ha svelato per paura di essere giudicata, guardata come a nessuno augura. Nadia è sola, ha avuto pochi uomini nella sua giovane vita, e di loro rimpiange solo la complicità di un gesto che ora si tiene stretto, infagottato tra stuole di timori senza fine. Nadia si masturba, ha imparato da bambina, dopo essere diventata donna, e vive il suo piacere con la frustrazione del peccato.
La prima volta, Nadia l’ha fatto per caso, stringendo forte le gambe e scoprendone il formicolio, un piacevole solletico che le inumidiva il sesso, che le faceva battere il cuore più forte, che le accresceva il timore d’essere scoperta: perché Nadia non sapeva cosa stava facendo, ma sapeva che non doveva dirlo. Ma a Nadia piaceva, e diventava grande, e sapeva amarsi. Approfittava di letti e sedie, docce e vasche da bagno, si teneva compagnia con oggetti che non aveva mai pensato di usare in modo diverso da quello per cui erano erano stati concepiti, e ogni volta varcava e oltrepassava la soglia del piacere svelata l’orgasmo precedente, superava le conoscenze passate e le bramosie pensate. Nadia ignorava la naturalità del gesto, la diffusione dell’atto più nascosto della storia umana, e il terrore della falsa innocenza la faceva star male: ogni volta dentro sentiva il nulla, quello che si prova solo dopo aver vinto un tabù.
Nadia, nei viaggi dentro se stessa, è stata padrona e serva, vergine e puttana, etero ed omosessuale, vincitrice e vinta. Nadia ha vissuto in se stessa quello che la psicologia chiama perversione, di cui tutti ne sono affetti, e della quale tutti parleranno a occhi bassi ritenendosi innocenti di una colpa che hanno, pur non essendo tale. Da grande Nadia condivide questa sua magia con gli uomini che desidera stringere, amati e amanti, e il suo corpo, e il suo sudore, e il suo fremito, e il suo piacere: il suo vuoto.
Il vuoto di una società mediocre che non ammette che la masturbazione è la naturalezza di un gesto nascosto da tutti solo quando non viene praticato.
Nadia può chiamarsi anche Matteo, Vittoria… o Tommaso volendo, Nicola, Marta. Nadia è l’indifferenza, la vergogna, Nadia è il coraggio, la confessione, la sofferenza. Nadia è un’ombra bianca, è il rimorso.
E ora non fingere di non avermi letto…
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Commenti
#1
Non fingo di non averti letto, no di certo!!
Non fingo per il semplice fatto che ho sempre pensato che la masturbazione sia normale quando lo si fa per "conoscersi" meglio, per conoscere il proprio corpo... perchè i migliori amanti siamo proprio noi stessi... solo noi conosciamo perfettamente i punti dove sfiorarci per star meglio...
Certo, poi uno può provare a suggerirlo al partner, a cercare di fargli capire... ma dobbiamo conoscerci noi perfettamente per star meglio con gli altri...
Lo so, molti non saranno d'accordo, però io la penso proprio così!! E parlo da "inesperta" avendo avuto un mezzo fanciullo in tutta la mia vita... e non ho proprio problema a parlare della mia sessualità, perchè per me non è un tabù... perchè io ho sempre avuto un bruttissimo rapporto con me stessa, e questo mi ha sempre bloccata nei rapporti con gli altri... quando, però ho imparato a conoscermi, e a conoscere i miei tempi e i miei "movimenti" è stato tutto più semplice e rilassante...
Comunque il desiderio della masturbazione è normalissimo... praticamente a tutte le età...
Boh... io la penso così... ma sono molto curiosa di leggere altri commenti...
=D
#2
effettivamente non esiste nulla di più naturale della masturbazione, è necessario conoscersi ed imparare a conoscersi.
Purtroppo c'è chi queste cose non le capisce e si diverte a condannare, perchè giudicare è sempre più facile che pensare.
Lotto ogni giorno contro l'ipocrisia e la falsità, perchè effettivamente negarsi qualche momento di piacere e di innocente complicità, sia da soli che con il nostro partner non è nient'altro che una menzogna raccontata a se stessi.
Vivo con Sincerità e per la Sincerità e voglio che ognuno di noi impari a fare altrettanto.
Con intimo rispetto
Eros# - postato da shyma - 08 May 2006 18:44
#3
L'immagine è molto significativa e sicuramente "azzeccata". Trovo questo articolo veramente ben fatto e pongo i miei migliori complimenti all'autore (anche se sono un pò di parte!). è purtroppo un argomento sul quale tutti sembrano sempre essere falsamente disinvolti ma poi troppo riservati. E' come quando tutti dicono : "Io accetto i diversi o i gay" e poi se un loro figlio si dichiara cade il mondo ; purtroppo io trovo un mondo ancora ,su questi arogmenti, indietro anni luce.
#4
Non so se sia strettamente legato a questo argomento o meno, però anche la nudità è un altro tabù non meno grave secondo il mio punto di vista..
Copriamo i nostri genitali, il sedere e il seno (per le donne..) quasi come se fossero delle volgarità da non mostrare per chissà quale motivo..il senso del pudore ci attanaglia in modo ossessivo come se quelle che ho prima citato non fossero parti del nostro corpo come qualunque altra parte..
Nasconderci ma da cosa?
Siamo tutti uguali e abbiamo paura di esserlo..# - postato da Frenco - 09 May 2006 00:31
#5
Alle scuole superiori ebbi la fortuna che la mia prof di Psicologia avesse una visione del mondo molto diversa così che dietro di lei riuscii ad emanciparmi dai falsi pudori e dalle mentalità come dire "restrittive" e anche da quei sensi di colpa che facilmente si scatenano. Per quello che sono ora per molte cose ringrazio lei che tante volte raggruppava noi ragazze e ragazzi e si apriva alle nostre domande e curiosità. Imparai così a non essere schiava di una società che vede anche l'amore per se stessi come un rito sporco e peccaminoso anzi è un passo importante per stimarsi e darsi un piacere tenendo conto del proprio corpo e per una volta fregandocene del parere degli altri. Mi rendo conto che non è così facile, che la società tende ancora a reprimere e come lei anche persone che ci ritroviamo vicini......anche questa potrebbe essere una buona dose di sensibilizzazione.....e non si diventa ciechi mai.............
#6
Certo che l'Italia è molto diversa dal rsto d'Europa mentre da noi è ancora tabù la sessualità, in Svezia si ha educazione sessuale già alle medie. Le seghe che fanno male sono quelle mentali ed al sangue....
# - postato da Lufer - 09 May 2006 10:51
#7
Leggendo i vari commenti si rileva che la chiave di lettura della masturbazione è il pudore.
Son d'accordo in parte. E' ovvio che non c'è divieto senza trasgessione (tabù) - ma la masturbazione non è una tanto una forma di piacere o di libertà ma piuttosto misura il grado di apertura verso l'altro sesso.
Voglio dire il pudore è una difesa - e la masturbazione è una limitazione dell'eros!
E al diavolo il moralismo.# - postato da goffri - 09 May 2006 14:14
#8
Goffri, non capisco perchè dici che la masturbazione è una limitazione dell'eros...
#9
Secondo me la masturbazione è un modo alternativo alla ricerca d' amore che tutti abbiamo nel cuore e spesso l'indifferenza di un sesso o dell'altro,ci porta per egoismo a non concederci,perdendo di vista il fatto che fa parte della nostra vita, come un bisogno essenziale.Io lo scriverei nella Costituzione: il diritto alla propria sessualità.
Io mi masturbo è reato ???!!!ciao a tutti espe76# - postato da espe76 - 16 May 2006 21:59
#10
hola belli un bacione il sito è bellissimo quanti fatti ke so successi una notizia volevo darvi aspetto un bel bebè a presto BACIONI LA PICCOLA ALE
# - postato da smicya - 03 Jun 2006 22:33



