Domande di un cittadino italiano......in italia!
06 Nov 2006
di Aladino | Riflex

Viviamo, in un modo o nell'altro lontani da certe ideologie totalitarie che ci hanno fatto del male come nazione, popolo, come esseri umani. Viviamo tutti o quasi,
in sintonia con quelli che sono i principi base
di ogni democrazia. Una democrazia che nel caso della nostra nazione è stata ottenuta soprattutto grazie a chi ha dato la vita o parte di essa, per restituire la libertà ad un popolo martoriato da anni di soprusi e squartato nell'anima da 22 anni di dittatura. Senza la resistenza, la strada per un'Italia libera e democratica non sarebbe stata facilmente percorribile e sicuramente, il processo di democratizzazione sarebbe stato molto più lento.
Anche se secondo me va riconosciuto il ruolo di tutti quelli che in quel tempo non troppo lontano, si sono dati da fare per facilitare le
cose, spesso, con grandi sacrifici personali. Tutto quanto però, viene come oscurato, quando, si sentono persone inneggiare ad un'ideologia ormai fallita e che ha creato solo danni alla nostra nazione, tutta. Sapere che delle persone vorrebbero fare politica e magari guidare un paese, seguendo le idee o i dettami di un dittatore e personaggi a lui
vicini, mette ribrezzo.
Mette ribrezzo ancor di più sentire e osservare le manifestazioni quasi d'affetto, che si materializzano ogni qual volta ci si avvicini ad un raggruppamento di persone che di politica non sanno nulla, ma la fanno.
La fanno tra le altre cose inneggiando fieri a personaggi e idee che di fiero non dovrebbero trovare nulla.
Se notiamo bene , troviamo che per la maggiorparte delle situazioni, chi per primo si avvicina a certe idee è colui il quale non conosce la politica, non conosce la storia e sopra tutto non conosce neanche se stesso e le sue paure.
Ad avvicinarsi a certe ideologie sono sopra tutto persone che vedono nella manifestazione della forza l'unico modo di comunicare.
Nella violenza l'unico modo di discutere è la prepotenza cioè l'unico modo di proporre le proprie idee.
O meglio di imporle....
Perchè non si ripeta mai più, bisogna non solo continuare a lottare, ma anche continuare a ricordare cosa certe idee, hanno prodotto.
Ricordare quanti venivano banditi dalla vita sociale solo perchè intellettualmente dissidenti.
Ricordare quanti hanno perso la vita combattendo una guerra che ad un
certo punto non aveva più senso. Ne buoni ne cattivi, ne nemici ne amici.
Tutte caratteristiche, che seppure assurde rientrano nelle strane logiche di una guerra. Quando poi si parla di guerra o più semplicemente quando se ne scrivono le lettere che ne compongono la parola, la mente va alle conseguenze di ogni guerra. I famosi danni collaterali che ogni conflitto armato si porta inevitabilmente dietro. Per tempi talvolta ignoti.
Allora io mi chiedo, visto che i disastri della guerra ce li portiamo ancora dietro, visto che chi l'ha vissuta in molti casi da vicino, ancora è vivo e vegeto, come mai c'è chi ancora è convinto che quegli stessi personaggi che alla guerra ci hanno iniziato e trasportato siano riabilitati dalla storia? Come mai ancora si sentono canterini inneggiare a folli pensieri come la negazione dell'olocausto degli
ebrei? Ancora c'è chi sostiene e pretende pure di essere ascoltato, che lo stato di Israele non doveva essere costruito. Come mai queste persone non vengono ripudiate dagli abitanti di quelle città che più di altre hanno vissuto e subito la guerra ma anche tutto ciò che l'ha preceduta????
Quali risposte vanno cercate? Ma sprattutto chi può darle queste risposte?
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Commenti
#1
Bhe, le tue domande sono lecite...ma trovano a mio avviso il tempo che trovano. Nel senso che purtroppo non credo le troverai mai...e credo che ci saranno sempre persone che come te se le porranno. E' un pò come chiedere perchè si muore o perchè c'è il giorno e la notte...forse fa parte del ciclo che un giorno nasca un pazzo...che poi dal suo punto di vista tanto pazzo non è. E' allora questione di punti vista ? Mha...direi di no,tu scrivi che le proprie idee bisogna spesso imporle..forse è lì il problema che nella maggior parte dei casi non siamo sempre disposti ad ascoltare.
#2
Probabilmente è giusto che sia cosi; nel senso che se non esistessero persone pronte a riproporre modelli improponibili, allora ben pochi si ricorderebbero quali sono i modelli improponibili.
E' lo stesso tipo di ragionamento per cui il nazifascismo è stato un momento storico fondamentale ed irrinunciabile: senza esso non ci sarebbe stata Resistenza. Una tappa evolutiva. Ma come ogni percorso evoluzionistico è sempre incompleto, tant'è che forte è il dubbio che oggi non si viva in una situazione tanto migliore.
D'altronde, se non ci fossero i movimenti neo-fascisti e lo stato di polizia da una parte ed il "mostro" capitalista e la "sanguisuga" liberista dall'altra (i termini saranno forti, ma sono adatti), mi spiegate come vedreste il nostro ruolo, il ruolo dei compagni, nella società?
Saremmo nel paradiso comunista, l'apogeo. Saremmo alla fine. E purtroppo così non è..



