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I grossi rischi di Grillo

20 Sep 2007

di l'ingrato | Newsweek

Immagine associata articolo

"I ladri non ci sono più.Sta andando al potere la gente.Mi fa più paura".(Beppe Grillo,Teatro delle Vittorie in Roma,1993)

Io Beppe Grillo lo conosco da quando sono nato.Certi suoi spettacoli li conoscevo a memoria già quando avevo sette-otto anni.In quello che si chiama "società civile",Grillo è secondo me fra i più intelligenti,nonché uno dei pochissimi in grado di mobilitare la gente.Eppure anche Grillo sta cascando nella stessa trappola in cui è cascata,dai tempi di Mani Pulite e poi dei girotondi, l'intera società civile:e,con essa,ogni possibilità di rinnovamento politico e dunque di risanamento della nazione.

Per analizzare il problema è necessaria una domanda preliminare:la classe politica italiana risponde alle esigenze della società?Ne abbiamo già parlato a proposito di "crisi della politica".Il fatto è che la società italiana è - molto più di altre società europee - divisa in due,fra una parte che si disinteressa del bene comune e vorrebbe l'assenza dello Stato e dei sacrifici che esso impone,e una parte più interessata ad un sistema che preveda garanzie minime per tutti in cambio di alcune rinunce.Una parte cerca la libertà assoluta,anche se non garantita(sistema liberista),un'altra cerca una quota di libertà ridotta,ma sicura,perché nessuno gode di una quota di libertà tanto vasta da attaccare la sua(sistema democratico).Questa distinzione è fondamentale.
La prima parte vede soddisfatta,e bene,il proprio interesse da una precisa parte politica,cioè la Casa della Libertà.Che infatti non perde consensi.La seconda parte è rappresentata dalla coalizione attualmente al Governo.Che non riesce a soddisfarla del tutto.Ne consegue che questa parte di società contesta aspramente quei partiti che dovrebbero rappresentarla.
Le ragioni del problema sono chiare per chiunque conosca un minimo la storia degli uomini politici che fanno parte del Governo e dello schieramento democratico.La coalizione di governo è frutto della migliore mentalità della vecchia Prima Repubblica.Questa mentalità è vecchia e perdente.In realtà ha due unici limiti,ma enormi:1)l'incapacità a compiere politiche "populiste" volte a ottenere il consenso dell'elettorato(e dunque l'impossibilità a compiere scelte realmente incisive,che sono generalmene impopolari);2)una certa affezione al potere(che non necessariamente comporta disonestà,è più che altro questione di saper gestire il proprio potere).

Ne consegue che una certa classe politica - quella che si riconosce nel sistema democratico - ha un problema.E dunque è l'Italia ad avere un problema.L'Italia è malata.La società civile dovrebbe curarla - o almeno pretende di farlo - colmando il vuoto lasciato dalla classe politica.Dovrebbe farlo dandole una serie di indicazioni,possibilmente giuste.Ma non lo sa fare.
Qual è l'errore di Grillo?Quale fu,ai tempi,l'errore dei Flores d'Arcais e delle Sabine Guzzanti,ma anche di Travaglio che pure è fra i migliori cronisti italiani?
Sappiamo che quando c'è un problema,non è sufficiente criticare o protestare:è necessario proporre valide alternative.Altrimenti la società civile non serve a nulla e tanto vale tenersi i partiti.
Ora il problema della società civile non sta nelle sue proposte,che ci sono e sono  giuste,almeno in linea di principio.Vedi la proposta di Grillo,ma anche la proposta di riforma del sistema radiotelevisivo che Travaglio propone nel suo "Inciucio".Sta nel ragionamento che è alla base di quelle proposte.A quel ragionamento manca un passaggio.
E'un discorso solo apparentemente complesso.La società civile si accorge che certi partiti,il cui programma si ispira al sistema democratico,non riescono a metterlo in pratica.(Mentre i partiti ispirati al sistema liberista,ci riescono benissimo).Si accorge di questo e lo grida a gran voce:"le cose non vanno bene".E formula proposte per "farle andare bene".Ma omette di spiegare "perché" le cose non vanno bene.Sembra una cosa inutile.Ma non lo è.E'come se un medico proponesse una terapia saltando la diagnosi e basandosi solo sull'osservazione dei sintomi.Può essere una terapia valida?Io dico di no.Quando si fa qualcosa badando al sodo,ma cercando di capire,si fa una cosa semplice.E utile.Quando si fa qualcosa dicendo di badare al sodo,ma senza cercare di capire,si fa una cosa banale.E inutile.Anche se magari è bella da dire o da sentire.
Non capire.Questo è il dramma della società civile italiana.Le conseguenze,all'atto pratico,sono due.
1)Nella migliore delle ipotesi,la società civile non serve a migliorare l'operato dei partiti attualmente al governo o a proporre una soluzione migliore nell'ambito del sistema democratico.Se il problema degli attuali partiti democratici è quello di ragionare male,il problema della società civile è quello di non ragionare per niente.Perché i politici attualmente al governo,i Prodi,D'Alema e compagnia,conoscono i meccanismi della politica,anche se spesso non sanno che pesci pigliare.La società civile,i meccanismi della politica,non li capisce e non li vuole capire.Se li capisse:a)non farebbe confusione fra i partiti parlando di una generica "classe politica" anziché di una classe politica che ha delle differenze precise al suo interno,differenze che vengono dalla storia e dalla tradizione;b)sarebbe in grado di spiegare fino in fondo qual è il problema dei partiti democratici,e dunque di risolverlo. Questo significa che un partito che segua le indicazioni di questa società civile,non ragionando meglio dei partiti democratici,non riuscirebbe né a ottenere migliore consenso né,molto probabilmente,ad essere meno attaccata al potere.(Magari all'inizio,ma durerebbe poco:quando non si ragiona non ci si sa controllare).
Seguirne le rivendicazioni,preferire il loro punto di vista a quello dei partiti,non significa fare un passo avanti.Significa fare un passo indietro.
E non significa sviluppare nella società quella "mentalità nuova"irrinunciabile per partorire una mentalità nuova nei partiti politici.Significa invece alimentare una mentalità che,nella società italiana,è tutt'altro che nuova:quella meno abituata a ragionare e capire le cose.Quella dei Masaniello da bar sport.
2)Nella peggiore delle ipotesi,un ipotetico partito che agisca secondo le indicazioni e la mentalità della società civile,e dunque senza capire i meccanismi della politica può portare ad una totale incapacità a gestire lo Stato e la pubblica amministrazione.Teoricamente Grillo è contro "questo" Stato,"queste" istituzioni,e io gli credo:ma se si ragionasse come lui,sarebbe impossibile avere qualsiasi Stato e qualsiasi istituzione.E dunque sarebbe impossibile garantire tutti e gli unici a essere garantiti sarebbero i più forti.Come si chiama un sistema del genere?Indovinato.Sistema liberista.
E allora,Grillo e soci,che sono sicuramente democratici nelle intenzioni,finirebbero per essere liberisti - loro malgrado - nei fatti.Come Forza Italia,come la Lega Nord:ed è per questo che gli elettori dello schieramento liberista,della Casa della Libertà,non hanno seguito il movimento di Grillo.E'vero,forse Grillo si taglierebbe lo stipendio(è tutto da vedere).E'vero,Grillo non sarà mai in combutta con i più forti(di questo sono sicuro).Ma come si chiama quel particolare sistema liberista che non prevede(quantomeno:al momento della sua teorizzazione non lo prevedeva)un particolare tornaconto per gli uomini che stanno al potere?Indovinato.Sistema fascista.

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Commenti

#1

carissimo nicò,
non mi sorprende affato la tua disamina del "fenomeno Grillo", nè la conclusione a cui giungi in questo pezzo.
Quello che un po' mi sorprende è la tua tenacia nel difendere il PCI, PDS, DS, Partito Democratico e quello che sarà dopo il Partito Democratico. La situazione in Italia è diventata insostenibile. L'informazione è morta, la "classe politica" - e malgrado i tuoi distinguo è corretto definirla così in modo generico - è un teatrino dell'assurdo, gli schieramenti e le ideologie sono sono vessilli sotto i quali nascondere la sostanziale uniformità nella gestione del nostro Paese.
La generazione V, che non è identificabile tanto per età anagrafica quanto per maturità politica e sociale, rappresenta il punto di rottura con tutto quanto cerchi di difendere. Rappresenta la parte buona dell'Italia - che sia di destra o di sinistra poco importa - stufa di essere presa per i fondelli. I manifestanti della V rappresentano la grande opportunità dell'Italia. La possibilità di rompere con il passato e di aprire una breccia. Rappresentano coloro che scendono in piazza a manifestare nonostante non sia stato un partito in cui identificarsi ad indire la manifestazione, che non sia stato il sindacato a pagare il biglietto del treno, che non sia stata mamma TV ad indire l'adunata di Piazza.
La gente è stufa di soprusi (sempre verso gli stessi) e di privilegi (sempre verso gli stessi, molto meno numericamente), è stufa di sentire "notizie di Stato" durante i telegiornali, di sentire tutti i giorni i pareri di 21 diversi esponenti di 21 diversi partiti su argomenti che svariano tra la caccia del fringuello bianco della siberia e le fotografie di Corona.
La gente è stufa di essere presa in giro. E forse è più stufa a sinistra perchè è proprio a sinistra che è stata presa in giro in modo più eclatante.
La gente vuole risposte, vuol sapere perchè rete4 non è sul satellite dal 1999 come definito da una sentenza della Corte Costituzionale, vuol sapere perchè lo stato non incassa oltre 90 miliardi di euro di tasse dai Monopoli (e ne ha parlato solo il secolo XIX di Genova), vuol sapere tante cose che l'informazione di regime (che c'è già se non te ne eri accorto) fa filtrare tra le tante notizie.
In un Paese dove la libertà d'informazione è seriamente compromessa, non per censura da parte del Governo, come in un regime fascista, ma per autocensura di giornalisti troppo spesso in debito con i poteri forti, c'è un fenomeno per cui oltre 50.000 persone manifestano organizzando la cosa su internet, ancora toccato a fondo dallo spirto censorio di certi gruppi. E' una rivoluzione. Pacifica e Costruttiva.
E una "rivoluzione democratica", che porti cittadini comuni, non politici, ad occuparsi della Repubblica nel segno di un'ideale civico e di trasparenza non può che essere un fatto positivo. D'altronde Repubblica si può anche esprimere con Res Publica, e sai che vuol dire. Non di pochi che fanno i loro interessi (vedi fininvest o unipol, cambiano gli attori ma non la trama del film).
Mi sembra infine che ti sia sfuggito il senso e le rechieste del V-Day:
- no a aprlamentari condannati in via definitiva
- due legislature
- elezione diretta dei rappresentanti.
E se ti è sfuggito il significato originario della manifestazione non vorrei che fosse per colpa di qualche "cattivo maestro" che controlla la totalità dell'informazione che invece dei contenuti dell'8 settembre ha parlato, criticato e denigrato i toni dello stesso (vedi battuta sull'alzheimer piuttosto che sermoni su marco biagi etc. etc. etc. etc. etc).
Si può finalmente scegliere qualcosa adesso: o se stare con la sinistra, quella dei valori e dell'impegno, che ha difeso la legge gasparri di fronte alla comunità europea che la condanna, che ha fatto una serie di cazzate che già ti ho descritto nei miei precedenti e sporadici interventi, oppure si può stare con un'idea di pulizia e di trasparenza, di denuncia degli abusi dei potenti. Poco importa se incanalando il tutto a livello istituzionale in una lista civica o solo come opposizione morale a certi comportamenti.
Io con i voltagabbana, con quelli che quando sono al governo avallano le guerre e si dicono pacifisti quando sono all'opposizione, non ci sto più. E mi sento molto meglio.
Saluti,
Alessandro

# - postato da pinaz - 24 Sep 2007 21:44

#2

Caro Sandro,
premetto che le uniche cose al mondo che difendo con "tenacia" sono i miei genitori,i miei nonni e i miei compari,insomma la mia famiglia,e quanto a tutto il resto si vedrà.
Ciò detto,guarda che io ho scritto proprio in quest'articolo una cosa molto chiara:la classe politica "democratica"(quella attualmente al Governo)è "vecchia e perdente".
Sono parole precise.
Sottolineare questa situazione al fine di migliorare le cose e dunque di proteggere i nostri interessi è una cosa inevitabile.
Sottolinearlo senza il fine preciso di migliorare le cose,è un piagnisteo da perdenti.
Grillo,e soprattutto chi gli va appresso,non lo sta sottolineando in modo da migliorare le cose.Anzi lo sta facendo in modo da peggiorarle.
Per le ragioni che ho scritto nell'articolo e che penso e spero tu abbia letto prima di commentarmi.
Questo e solo questo è il problema di Grillo e dei suoi.Non c'è più da discutere se hanno ragione o no,se la classe politica va bene o no.

Al massimo sarebbe utile chiedersi "perché".E tanto per cominciare:tu che cosa cacchio ti aspettavi da un ex partito comunista?E da una coalizione che ha avuto bisogno di cani e porci per vincere?Ti aspettavi qualcosa di diverso da questo governo?

P.S.
Il progetto di legge di Grillo,per la cronaca,fa acqua da tutte le parti.

# - postato da ingrato - 25 Sep 2007 19:07

#3

vabbè, abbiamo vedute distanti.
l'unica nota è che in in sito di amici rispondo ad un articolo e mi viene chiesto se ho letto prima di commentare.
saluti

# - postato da pinaz - 27 Sep 2007 18:23

#4

Ma se ho detto proprio "penso che tu abbia letto prima di commentarmi"!Non volevo dire nulla di male,non prendertela.
Baci e forza Cassano.

# - postato da ingrato - 27 Sep 2007 21:26

#5

forse invece di parlare e basta bisognerebbe anche agire,ormai la gente è stanca di sentire solo persone ke fanno i loro discorsi e criticano,se qualcuno pensa di fare qualcosa di migliore allora dovrebbe cominciare a farla,grillo fa bene a criticare questo governo ma i suoi vaff day nn cambiano le cose,bisogna agire!!!

# - postato da marianna - 19 Oct 2007 21:15

#6

ed infatti sono partite le liste civiche per le prossime comunali.

# - postato da tiger5 - 05 Mar 2008 16:44

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