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Ma cos'è questa crisi

13 Jun 2007

di l'ingrato | Newsweek

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Quando leggerete quest'articolo,probabilmente si saranno già svolti i ballottaggi di alcune elezioni amministrative.E starete sentendo i commenti già uditi,quelli per cui tanta gente non va a votare perché c'è la "crisi della politica",tanta gente vota centro-destra perché c'è la "crisi della politica",insomma:il governo Prodi perde perché c'è la "crisi della politica".Ma qualcuno mi spiega in cosa consiste questa crisi?Teoricamente si parla di crisi della politica quando la classe politica è "distante" dalla gente comune.Benissimo.Ma in cosa la classe politica italiana è distante dalla gente?Il cittadino medio risponderà:nel percepire stipendi e privilegi troppo alti.Il problema dunque non è più la corruzione o il clientelismo(anche perché se il problema fosse questo,gli elettori che corrompono o concedono il loro voto in cambio di qualcosa sarebbero responsabili quanto i politici),cose che,a quanto pare,non esistono più.Il problema non sono tutti gli altri costi della politica,che invece esistono:gli enti inutili,come sono ad esempio le circoscrizioni e come non sono le province;le spese per le consulenze;le spese di rappresentanza.Ora,chi scrive non contesta il problema dell'esagerazione di quegli stipendi.Contesta,semmai,il ruolo di centralità nell'agenda politica che si attribuisce ad un problema molto secondario sul piano pratico e praticamente non sussistente ai fini del nostro discorso,cioè della ricerca delle cause della distanza fra eletti ed elettori.
Ammettiamo infatti che sia giustificato disertare le urne e processare la classe politica per protesta contro gli stipendi dei parlamentari.
(Lo ammettiamo e non lo concediamo.Primo,perché quelle cifre "scandalose",per quanto siano esagerate,a un qualsiasi terzino di serie C farebbero schifo - per non dire altro:non sono cioè così alte da giustificare tanta attenzione.Secondo,perché quegli stipendi sono,in astratto,proporzionati all'importanza e alla responsabilità del ruolo del politico:fra tutte le spese esagerate della politica,queste sono le più visibili e dunque le più criticate,ma anche le più giustificat e dunque le meno criticabili).
Torniamo alla domanda iniziale:i parlamentari sono lontani dalla gente in virtù dei loro stipendi?La risposta è:no.
Perché se la ragione della distanza è l'abitudine dei politici di chiedere troppi soldi allo Stato,non si capisce in cosa consista la distanza da un popolo che,quanto a chiedere soldi allo Stato,non è secondo a nessuno.(Tra l'altro,ci si è mai chiesto se qualcuno - parlo di comuni cittadini - sarebbe disposto a rifiutare quegli stipendi e quel trattamento economico,se gli venisse proposto?La risposta mi sembra scontata).
E perché se la ragione della distanza è la non comprensione delle esigenze della gente comune,da parte di chi si trova in una condizione economica così diversa,la tesi è vera fino a un certo punto.Chi conosce il mestiere della politica certe cose le sa a prescindere dalla condizione.Carlo Marx pasteggiava a foie gras:ciò non gli ha impedito di studiare,con un certo successo,la condizione operaia.

No,signori,credetemi.I politici si comportano né più né meno come i cittadini comuni,visto che comunque sono stati - prima di diventare politici - cittadini comuni.Dunque la distanza fra politici e cittadini,dal punto di vista della mentalità,non sussiste.E non sussiste nemmeno la crisi della politica.Volete la prova?Se ci fosse la crisi della politica,la gente - sentendosi distante dai politici - farebbe una bella cosa:non andrebbe più a votare.Non mi risulta sia il caso dell'Italia che è sempre e comunque il Paese occidentale con la più alta affluenza alle urne.
I risultati elettorali più recenti non ci parlano di una "crisi dei partiti".Ci parlano semmai di una crisi di alcuni partiti.Ci sono partiti che in crisi non sono per nulla.Come i partiti che formano la Casa della Libertà italiana.Primo fra tutti,Forza Italia.Il movimento di Silvio Berlusconi evidentemente non conosce crisi datosi che da quando è nato(1994)non è mai sceso sotto la soglia di consenso del 20-21%.
Dunque,siccome sono solo alcuni i partiti che risultano "distanti" dalla gente,tanto da non averne la fiducia,ne consegue che le ragioni della distanza non sono certo i costi della politica,che sono problemi comuni a tutti i partiti.Il problema riguarda alcuni partiti che - in Italia,ma anche in Occidente - si rifanno ad una certa idea della società e non vengono votati semplicemente perché quell'idea non trova il consenso della gente.
L'idea è quella riassunta dal vecchio principio illuminista:"la mia libertà finisce dove comincia quella degli altri".Questo è il problema.Una simile idea sarà sempre sopravanzata dall'idea per cui "la mia libertà non finisce mai".Che è l'idea dei partiti del centro-destra italiano.
Quest'idea non sarà sempre sconfitta,può risultare vincente.Ma per farlo,i partiti che la sostengono devono cercare di adattarla ad un elettorato che,a torto o a ragione,non l'accetta.Questo è possibile se anziché presentare quell'idea come una richiesta di sacrifici in cambio di una "causa giusta",verrà presentata come quello che è:un insieme di garanzie concesse dallo Stato,garanzie di cui ognuno potrà essere sicuro,in cambio di alcuni sacrifici:se ognuno rinuncia a qualche garanzia,tutti avranno una garanzia.Insomma,bisogna saper offrire qualcosa.
Non è solo una questione di comunicazione.E'anche e soprattutto una questione politica.Le culture politiche tradizionali - comunisti,social-democratici,cattolici,liberali - non si sono mai occupate di cercare il consenso della gente.Ne consegue che la democrazia ha bisogno di una cultura diversa.Più pragmatica,semplice e razionale.Questa cultura,purtroppo,andrà creata artificialmente - a questo serve il Partito Democratico - perché in Italia,nella società italiana,non esiste(a differenza che in Francia o in Spagna).
Questo dovranno fare i partiti di governo.La distanza fra loro e l'elettorato dipende dal mancato adattamento della loro idea di Stato alle richieste - non sempre legittime - dell'elettorato.Il resto sono pretesti.Se i partiti al Governo faranno la cosa più facile - cioè cercare di eliminare quei pretesti - e non la cosa più difficile,cioè un rinnovamento politico(non solo e non necessariamente anagrafico) dei partiti che lo compongono,si allontanerà,e di molto,dalla soluzione.
Per cui se invece di fare un Partito Democratico come si deve i suoi uomini pensassero(non penso che non lo faranno)di risolvere la situazione riducendosi lo stipendio,non farebbero certo la cosa giusta per incrementare il loro consenso:la gente avrebbe sempre qualcosa da ridire,secondo la favola del lupo e dell'agnello,come sempre quando si accampano pretesti("si sono diminuiti lo stipendio?Grazie,con quello che prendono ci riuscirebbero tutti!").E,in più,ci rimetterebbero di tasca loro.Il danno(nostro)e la beffa(loro).

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Commenti

#1

Beh l'Italia forse ha uno tra i più alti tassi di affluenza tra i paesi occidentali per specialmente al sud il voto ha un prezzo ed esiste un chiaro commercio.
La crisi della politica non cosi tanto dovuta all'interessamento della gente ma dall'impacità della politica di dare concrete risposte a concreti bisogni. La crisi sta nelle strutture organizzative, nella arcaica logica della democrazia rappresentativa. La crisi sta in svalutazione morale ed ideologiaca degli stessi politici...

# - postato da lufer - 21 Jun 2007 10:58

#2

secondo me i cittadini sono ignoranti, e questo genera incapacità di ragionamento autonomo.quindi la classe politica può tranquillamente governare imponendo decisioni che la tv contribuirà a santificare.il problema è che il popolo italiano non sa cosa sia la democrazia perchè non ha memoria,non ha cultura e ha un'informazione pietosa,quindi fin quando non saremo tutti con le pezze al culo questa distanza tra cittadino e politica crescerà.i politici rispecchiano la mentalità del popolo

# - postato da gleba - 22 Jun 2007 18:42

#3

Beh ovviamente non è il prezzo della loro retribuzione e fare la distanza, ma questa paga, pesa ed anche tanto. La riduzione? e perchè no, partendo da loro fino a giungere a quelli che ne guadagnano milioni di euro al mese (non parlamentari), ennesimo schiaffo alla miseria. Perchè poi questi (parlamentari) hanno anche la faccia tosta nel dire che soldi non ce ne stanno. Allora inizia a ridurre le cose, lo ripeto, partendo da loro fino a giungere ad un professionista sportivo per esempio e allora vedi come escono i soldi. Ma forse questa è pur sempre l'ennesima scusa visto che i soldi non ci sono quando dicono loro. Per impiegare più forze dell'ordine invece i soldi si trovano sempre. Cmq sia qui non si tratta più di un Partito piuttosto che l'altro si tratta dei partiti in generale e purtroppo molta gente continua a camminare nell'oscurità si adegua alla massa, non ha proprio pensiero critico e quando il capo dice na cosa so tutti agli ordini, fingono perfino che gli errori commessi dai proprio rappresentanti sono nulli e purtroppo siamo ancora lontani da un NONVOTO (metodo che più volte io stessa ho promosso). Possono nascere diecimila nuovi partiti, diecimila coalizioni e diecimila progetti fatti sugli esempi di nazioni straniere, fatto sta che oggi come in futuro continueranno a fare il proprio comodi e purtroppo anche la popolazione continuerà a farli negli scambi di voti,negli interessi, nelle false convinzioni del momento, e nell'uniformarsi al punto forte del momento. Forse alla fine tale popolazione vale tale STATO.

# - postato da ladyangy - 24 Jun 2007 13:13

#4

Io continuo a non credere - poi ognuno la pensi come vuole - che l'abbassamento degli stipendi dei parlamentari sia decisivo per aggiustare il debito pubblico.
Decisivo sarà semmai il taglio di altri costi della politica,cioè quelli che ho citato nell'articolo.E comunque non è più decisivo della lotta all'evasione,alla nullafacenza, all'assistenzialismo cafone.
Ma parlare degli stipendi dei parlamentari è molto più facile.

P.S.per Lufer.Il tuo ragionamento è giusto ma monco.Hai ragione a dire che questa politica è arcaica.Solo che dimentichi di dire che la gente sarà anche "moderna" ma è generalmente peggio della politica,perché è incapace di fare quello che è richiesto ad un elettore: ragionare in termini politici.
Il che rende improponibile anche in pratica - oltre che in teoria - ogni alternativa alla democrazia rappresentativa.

# - postato da ingrato - 24 Jun 2007 17:53

#5

Ingrà non ho detto che sia decisivo l'abbassamento del "loro" solo stipendio, ma sia decisivo insieme a tante altre cose......

"Allora inizia a ridurre le cose, lo ripeto, partendo da loro fino a giungere ad un professionista sportivo per esempio e allora vedi come escono i soldi "

# - postato da ladyangy - 25 Jun 2007 09:27

#6

"Ingrà non ho detto che sia decisivo l'abbassamento del "loro" solo stipendio, ma sia decisivo insieme a tante altre cose".

Non hai capito.Secondo me non è decisivo né da solo,né assieme ad altre cose.E' proprio un aspetto secondario che più secondario non si può.
Si perderà tempo finché ci si concentrerà più su questo che su altri guai ben più importanti(quali,li ho già elencati).
E si perderà tempo finché si criticherà la politica in quanto "cattiva e corrotta"(che,nel Paese della morale cattolica,significa anche piena di denaro,"sterco del diavolo")e non,semplicemente e più onestamente,in quanto vecchia e inadeguata.

# - postato da ingrato - 25 Jun 2007 13:15

#7

Beh che sia un fattore da trascurare non credo proprio, ovviamenete ci sono milioni di cose prima e dopo da ridurre e su cui fare più attenzione, ma metterlo da parte come cosa,almeno per quanto io ne possa capire non mi viene di farlo. Io non giudico la politica corrotta e cattiva e me ne infischio della morale cattolica, giudico i soggetti che ci sono dentro che la rendono tale, che è sostanzialmente diverso.

# - postato da Ladyangy - 25 Jun 2007 19:30

#8

Forse mi sono espresso male,perciò te lo chiederò in maniera più diretta.
A te preoccupa più il fatto che i politici della maggioranza:1)prendano quegli stipendi,o 2) il fatto che ragionino ancora come facevano venti o trenta anni fa?
Domanda che si ricollega ad un'altra: secondo te gli errori di questo governo(che ci sono,anche se meno di quanto si pensa) dipendono:1)dal fatto che "vogliono solo la poltrona",o 2)dal fatto che ragionano ancora come facevano venti o trenta anni fa?

Discussione aperta sul forum

# - postato da ingrato - 26 Jun 2007 16:14

#9

secondo me il taglio delle spese x gli stipendi dei politici è un argomento che è stato creato come specchio per le allodole..in realtà bisognerebbe pensare che un governo di sinistra(?) ha confermato le spese militari del governo berlusconi...quei soldi servirebbero per la scuola...x formare cittadini consapevoli e quindi attivi politicamente,,,ma forse è proprio questo il problema...qualcuno vuole tenerci lontani

# - postato da gleba - 26 Jun 2007 20:42

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