Prodi bus, non si ferma al capolinea!!
03 Mar 2007
di Rapu | Newsweek

Non si è trovata una sintesi, un compromesso? Forse nemmeno questo e sempre per lo stesso motivo, la coalizione era unita ma singole personalità hanno dissentito. Praticamente in questi ultimi giorni non è accaduto nulla, se si tralascia il fatto che è stata bocciata la miglior politica estera che l’Italia potesse avere dopo ciò che aveva fatto il Governo Berlusconi. C’è sicuramente la questione di Vicenza, che ha portato più instabilità e su cui si può e si deve pretendere qualcosa di meglio, ma il riallineamento all’Europa e una posizione di primo piano rivolta alla multilateralità a livello internazionale andava e andrà bene.
Però la crisi c’è stata, di conseguenza avrà effetti sul futuro del Governo: chi dice meno radicalismo, chi più riformismo. Poi c’è la new entry di Follini, persona autorevole per il centro-sinistra, “un traditore” per Casini. Anche qui dovrebbero spiegarci perché se questa parola la usa uno di sinistra è un filo-brigatista, se la usa il leader dell’Udc rimane un moderato-cattolico-devoto. Che dovrebbe dire allora la sinistra di De Gregorio?
Semplicemente in politica c’è gente che si ritiene determinante, e i numeri, il calcolo “politico” gli danno ragione. La differenza tra i Senatori “ribelli” e quelli “flessibili” è che gli uni dicono di agir per coscienza, gli altri per responsabilità. I primi fanno incazzare un po’ tutti anche chi, in un certo senso, la pensa come loro, poiché bisogna pur guardare alla differenza tra la politica di piazza e quella istituzionale; i secondi sono alternativamente applauditi dagli schieramenti opposti, e gli viene conferita saggezza. Probabilmente non ne hanno poi molta, ma fanno comodo una volta di qua e l’altra di là.
Il Governo ha comunque superato la prova della fiducia e della maggioranza politica, ma rimangono alcuni punti irrisolti, primi su tutti quelli di politica estera. Non i DICO, che a quanto pare continueranno ugualmente il loro iter parlamentare, poi ci sarà la Tav, per la quale si promette un tavolo per concordare il tutto con gli abitanti della Val di Susa.
A cosa ha portato dunque la crisi di questi giorni? A un’inutile vetrina istituzionale che non ha mutato nulla né nella formazione del Governo, né nelle parole dei senatori. Poteva andar peggio? Si, potevamo ritrovarci un Governo ufficialmente tecnico, oppure uno di unità nazionale. Oggi il rischio è che quello di Prodi divenga un Governo ufficiosamente tecnico, che si limiti ai 12 punti e che, anche se riuscisse a realizzarli, archivi le 280 pagine di programma dell’Unione. Affinché questo non avvenga tutti dovranno prender atto di far parte di una coalizione: dai senatori “ribelli”, a D’Alema e Prodi. Qualcuno dovrà ingoiare qualche rospo, qualcun altro dovrà pur ricordarsi di non esser già nel Partito Democratico dove non ci sarà posto per la parola sinistra e probabilmente nemmeno per le persone che ancora ne rivendicano i principi.
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Commenti
#1
Quindi secondo il tuo parere, è che la politica di piazza è diversa dalla politica dei palazzi?
E chi come me è cresciuto sbattendosi da un lato all'altro del paese in nome della pace, e chi credeva che il movimento possa fare anche qualcosa anche all'interno dei palazzi?
Tutto falso?
Punto e a capo....
Qui non si pone in discussione se è meglio Berlusconi o Prodi... Il punto è scegliere cosa sia meglio per la nostra nazione...
La paura di un ritorno al governo delle destre personalmente a me fa meno paura del ritorno a un pezzo di storia in cui l'italia politica ha fatto davvero la sua piu magra figura...
Il pentapartito, i governi fatti accozzando partitelli e schieramenti da tutte le parti, pur di non perdere la poltrona sotto il culo...
Mi fa ribrezzo tutto cio...
# - postato da Ninconanco - 03 Mar 2007 17:40
#2
Che la politica di piazza sia diversa da quella di palazzo non credo sia una mia opinione ma più che altro un dato oggettivo. Il termine "diversa" non significa che non serva a nulla, o che i palazzi non debbano tenerne conto, o meglio interagire con essa (anche se siamo ancora abbastanza lontani dall'interazione), ma ci vuole tempo e bisogna andare per gradi.
ad esempio: il movimento può far qualcosa per Vicenza? Secondo me si, e può fare la sua parte fino in fondo, ma la sua azione dovrà per forza esser diversa da quella del palazzo e viceversa, soprattutto oggi. Perchè se si va a casa oggi, se si buttano via i 5 anni di opposizione sicuramente si torna indietro, non si va avanti, anche se è un avanti alla moviola.
La maggioranza è rimasta la stessa di prima, per ora ci sono ancora i due schieramenti, anche se molto instabili. Non piacciono nemmeno a me i partiti di tutte le parti al potere, ma per ora non è proprio così, anche se potrebbe esser meglio. Ma non è detto che la caduta del Governo non avrebbe determinato qualcosa di peggiore al centro.# - postato da Rapu - 03 Mar 2007 18:34



