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Siamo onesti sugli ultras

06 Feb 2007

di l'Ingrato | Newsweek

Immagine associata articolo

Dedicato a Sergio Ercolano e a chi ha avuto la sua sorte







Io vorrei semplicemente che dopo i fatti di Catania ci fosse onestà. Vorrei che mi si spiegasse qual è l'obiettivo dei provvedimenti che con molta probabilità verranno presi dopo Catania. Se c'è solo l'obiettivo - quello c'è sicuramente, visto che conviene a tutti - di debellare la violenza negli stadi, o se c'è qualche altro obiettivo.
Mi spiego. Se si vorrà effettivamente fare in modo di evitare l'assurdità di ritrovarci dei morti (ma anche solo dei feriti) per una partita, occorrerà prendere tutta una serie di provvedimenti. Occorrerà innanzitutto applicare le leggi già esistenti. Perché ci sono. Perché è prevista la galera per i reati da stadio esattamente come fossero reati comuni. Perché è prevista la diffida: chi si comporta malamente allo stadio non ci entra. Perché sono previste altre norme che contengono, in qualche maniera, gli eccessi di quelle tifoserie che innanzitutto menano le mani e poi tifano: dai biglietti nominativi alla perquisizione dei tifosi all'entrata. Il problema è: queste leggi sono applicate? Lo sono con un sistema giudiziario come il nostro che non ha soldi né infrastrutture per tirare avanti e far rispettare la legge ai criminali? E poi: siamo sicuri che la polizia italiana sia del tutto inerme di fronte a certe frange? Il prototipo delle tifoserie violente, il cui primo obiettivo era fare a mazzate, erano le Brigate Gialloblù, tifosi dell'Hellas Verona. Il loro era lo stadio più pericoloso d'Europa. Adesso è da anni che non si sente di incidenti gravi a Verona. Il motivo? Nel frattempo la polizia aveva fatto un lavoro impeccabile. Aveva fatto in modo che i capi di quella tifoseria non andassero più allo stadio. Ed era riuscita a ottenere un compromesso con quelli rimasti: noi vi lasciamo tifare tranquilli, fate tutte le coreografie che volete, tutte le trasferte che volete, in cambio non vogliamo incidenti. Ne parlò, tempo fa, il Guerin Sportivo, ancora lui.
Insomma, se l'obiettivo è solo quello di eliminare la violenza, si potrebbe fare moltissimo già allo stato attuale, senza bisogno di leggi speciali. E senza bisogno di importare in toto il tanto celebrato "modello inglese". Vero, certe norme presenti in Inghilterra sarebbero da applicare immediatamente in Italia. Ad esempio quella che affida la sicurezza degli stadi non alla polizia di Stato ma al personale privato: ha ragione Amato, mandare 1.500 guardie per una partita di pallone non ha senso. Specie in una città come Catania dove le guardie servono, eccome. Ma anche quella norma che impedisce - spesso capita - gli eccessi degli "ultras in divisa": in Inghilterra il personale addetto alla sicurezza è identificabile e può essere denunciato chi commette eventuali abusi. Si avrà mai il coraggio di fare lo stesso in Italia?

Ma se l'obiettivo non è solo quello di eliminare la violenza, se c'è qualcosa d'altro, allora non ci si limiterà ad applicare un po' meglio le leggi già esistenti, a mandare veramente in galera chi se lo merita, a sequestrare i coltelli all'entrata nello stadio (e non solo i tappi delle bottiglie). Si importerà completamente il "modello inglese". Che contiene molte norme ottime per dare il colpo di grazia alla violenza da stadio, ma anche molte norme che, invece, non servono proprio a eliminare la violenza.
Già. Perché impedire di portare striscioni e bandiere in uno stadio non è necessario per evitare la violenza. Perché sciogliere i gruppi del tifo organizzato, che comunque garantiscono un tifo compatto, organizzato appunto, capace di creare il migliore sostegno possibile alla squadra di casa, non è necessario per evitare la violenza. Perché impedire ai tifosi della squadra ospite di seguire la propria squadra in trasferta non è necessario per impedire la violenza. Si può impedire la violenza senza necessariamente trasformare lo stadio in una chiesa. Senza distruggere l'unica cosa che ancora rende sano il calcio italiano. Già, sano, perché quei giornalisti che vogliono "eliminare il tifo" e "fare come in Inghilterra" sono gli stessi che sottolineano lo spettacolo delle coreografie di Roma o del tifo di Napoli. In Inghilterra, quegli spettacoli ve li sognate.
Quei provvedimenti non servono a impedire la violenza. Servono invece a tutti quelli che vogliono eliminare non la parte peggiore del tifo organizzato, ma il tifo organizzato e basta. Perché il tifo organizzato è il veicolo migliore della passione popolare. E la passione popolare è l'ultimo ostacolo sulla strada della trasformazione dell'industria dello sport nella redditizia ma fasulla industria dell'intrattenimento. Lo sport,signori e signore, non è intrattenimento. Se lo fosse dovremmo esultare per un gol di Ronaldo come per un acuto di Pavarotti: ma se Ronaldo il gol lo fa alla nostra squadra, non esultiamo proprio per niente. Siamo onesti, una volta tanto.
Non vogliamo stadi che siano teatri di guerra. E'chiaro. Ma nemmeno teatri dell'opera. Perché il calcio è un'altra cosa sia rispetto alla guerra sia rispetto all'opera lirica.
Se l'obiettivo sarà quello di applicare (e magari aggravare) le pene già esistenti, saremo d'accordo. Se l'obiettivo sarà quello di evitare di togliere uomini e forze alla polizia, che ne ha bisogno, per una partita di pallone, saremo d'accordo. Perché fermare la violenza, specie allo stadio, è anche il nostro obiettivo.
Se l'obiettivo sarà invece quello di trasformare gli stadi italiani negli stadi inglesi, aumentando i prezzi dei biglietti, riducendo di molto la capienza riservando l'ingresso ai soli abbonati, smantellando i settori ospiti e impedendo la presenza del tifo organizzato, non saremo d'accordo. Perché sacrificare interamente il calcio - che fa parte della nostra cultura - alla logica dell'affarismo non è il nostro obiettivo.
Sappiate infatti che certi provvedimenti serviranno a garantire incassi sicuri alle società, a garantire incassi alle televisioni a pagamento (se gli stadi potranno contenere meno spettatori, la gente non andrà più allo stadio e si comprerà il suo bravo decoder), a trasformare il calcio in uno spettacolo non diverso dal wrestling, ma non certo a facilitare la vita a chi vuole andare allo stadio per piacere e non per sete di sangue. In Inghilterra la violenza è stata fermata anche perché è stato aumentato il prezzo dei biglietti e i tifosi più violenti, che in genere appartenevano alle classi più povere, non ebbero più la possibilità di entrare allo stadio. Ma chi ci ha rimesso è stato il tifoso per bene la cui unica colpa era di appartenere alla stessa classe sociale dei violenti. Pensateci. Un Paese civile cerca di mettere d'accordo tutte le esigenze. E'difficile. Ma questa è la politica.

P.S. Pare che verranno tenuti a porte chiuse gli stadi non a norma, finché non saranno messi a posto; che saranno previste pene più severe; che non sarà impedita la trasferta organizzata né sciolti i gruppi ultras ma ci si limiterà a non inviare più biglietti nelle città delle squadre ospiti. Sono provvedimenti dolorosi ma costituiscono, tutto sommato, un accettabile compromesso.

P.S.2 Letti commenti che paragonano il povero Carlo Giuliani ai criminali da stadio. Lette scritte che vedono nell'assassinio del povero Raciti (condoglianze ai suoi cari) la vendetta per la morte di Carlo Giuliani. Sono momenti in cui vorrei essere Giuliano Giuliani e dire pubblicamente:e piantatela una buona volta,porco giuda.

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Commenti

#1

carissimo ingrato, mai come altre volte condivido il tuo punto di vista, specialmente perchè l'unico obiettivo delle voci dei soliti bempensanti di giorno (e magnaccia di notte) si alza per far sì che gli stadi diventino un semplice fondale dipinto, con gli spettatori, quelli veri, davanti alla tv... se è per quello metteteci gli spettatori del subbuteo negli stadi!!!

dissento solo su il post scriptum 1: un "compromesso" non è quello di impedire a me o a te di andare a torino a vedere juve-samp (tengo a precisare che ci sarebbe un crollo delle vendite dei biglietti della juve, che fa più spettatori in trasferta che in casa...) ma è di far sì che non ci siano più tanti violenti negli stadi, che gli animi non siano esasperati fino ai risultati che abbiamo visto.
si sarebbe potuto cominciare facendo giustizia l'estate scorsa, ma così non è stato... si potrebbe cominciare facendo "cultura" e non mandando più in onda programmi come controcampo o biscardi... si sceglie la via più comoda... ponzio pilato in confronto...

e due annotazioni:
- quando dici che le regole esistono già, sulle diffide, è vero... ma dimentichi di dire che gli utlimi diffidati erano tali perchè portavano un petardo o un fumogeno dentro allo stadio... il che è fuor di logica...
- sono molto contento che tu abbia scelto la più bella curva d'italia per l'immagine di copertina.. ciao!

# - postato da pinaz - 06 Feb 2007 22:57

#2

sono gli ultras il bersaglio piu' facile per nascondere le reali responsabilita' di chi specula sulla nostra passione fino ad ucciderla ?in nome del dio danaro? (il vero male della societa')

non ho parole...
come al solito chi ci rimette sono sempre gli "ultras"... puntati ed indicati come il verme nella mela, quello che di marcio c'e' nel calcio, ma se fai un passo indietro e ti volti a gurdare alle spalle tutto cio' non esisteva. Esisteva un calcio che era il sinonimo di una grande festa nazional popolare, interclassista, che è stata mutatata in un gigantesco business che sta portando via i motivi rituali, tradionali e simbolici
Il vero tumore del calcio: ?il business e la dura legge del mercato?.
Il cosi' detto ?calcio moderno? di cui tanto si si sente parlare.
segna la fine dell'ormai secolare e tradizione rituale domenicale. partite spalmate in piu' giorni e piu' orari per favorire gli interessi televisivi, per mettere lo spettatore comodo in poltrona, con il telecomando in mano a sentire le boiate dei giornalisti, ma il calcio da casa non e' la stessa cosa, sia perche' il calcio allo stadio e' molto diverso da quello visto in tv (ed addirittura sui telefoni cellulari...), sia perche' in questo modo perde la sua funzione fraternizzante e di coesione sociale, al contrario, assieme al caro prezzi degli stadi segna un'ulteriore gradino di divisione di classe.
il calciomercato: giocatori che cambiano maglia da un momento all'altro, squadre che giocano con undici stranieri, acquisti e ingaggi a prezzi astronomici, campioni che invece di limitarsi ad assere tali sul campo da calcio, diventano sponsor di mille prodotti e protagonisti del gossip mondano. le divise che non son piu' quelle tradizionali ma, cambiano colori forme e fantasie, per esigenza degli sponsor quindi sempre per esigenza del business.
poi abbiamo i vari moggi che si aggirano appunto dove ci sono i soldi, che vendono e comprano giocatori, allenatori, arbitri, partite e campionati, contro ogni valore morale, non tenendo conto che chi ci va a rimettere di piu' non sono le societa' ma i tifosi che per anni hanno puntualmente sfidato e superato le spese economiche, intemperie, chilometri, pericoli e la sorte.
il nuovo calcio quindi e' dettato dalle ?leggi del mercato", percio', si cerca di domare come si fa con una bestia, il tifo organizzato (che e' del tutto gratuito, perché nulla entra o esce dalla tasca del tifoso se la sua squadra vince o perde) che viene ridotto ad un semplice ?anello? della grande catena del mercato.
la visione del calcio deve essere intesa non solo come business ma deve tornare motivo di aggregazione per portare avanti tutti insieme una passione popolare di grandi tradizioni come qui in italia.
Tornando ai fatti di venerdi a catania...
ho letto sui giornali diversi articoli e dichiarazioni...
sono rimasto davvero sconcertato da tutto cio', vedere come ancora una volta i giornalisti italiani sono dei veri incompetenti, che riescono solo a parlare a sproposito di argomenti dei quali non hanno alcuna competenza e con tutte le conclusioni affrettate del caso, come hanno dato dimostrazione gia' in passato (per citare l'ultimo caso azuz marzuk e la strage di erba), io sinceramente non capisco cosa scioperano a fare sti giornalisti... alla fine sono solo dei poveri idioti ipocriti che non fanno altro che trascrivere le volonta' dei loro padroni.
ho letto dalla gazzetta del mezzogiorno:
<Catania:«Ci sono gruppi di delinquenti che vanno allo stadio non per vedere la partita ma soltanto per aggredire la polizia. Quello che è accaduto ieri sera è stata un?Intifada da parte di gente pericolosa contro le forze dell?ordine»>
<Gli accertamenti mirano ad identificare gli esponenti di «un gruppo criminale, formato anche da minorenni che assaltano le forze dell?ordine solo per il gusto di farlo»>
<baby gang che si mimetizzano tra i tifosi solo per «allenarsi» alla guerriglia>

E ci sono ancora altri articoli ancora tendenti a demonizzare i gruppi ultras, per non parlare delle varie trasmissioni in tv, anche accostando questi ultimi a gruppi terroristici..
pisanu:«Questo è terrorismo, assecondato in qualche modo o passivamente subito dagli ambienti del calcio.»
In seguito, guarda caso stranamente, i giornalisti vanno alla ricerca delle scritte che gli ultrà lasciano sui muri in giro per l'Italia e ne trovano una in particolare a livorno difronte alla sede del giornale il tirreno: ?2/2/2007 vendetta per carlo giuliani?
non vuoi che adesso se la prendono pure con i no global???
con certi pupazzi al governo non bisogna sorprendersi di nulla!!!
La dinamica dell'incidente ricostruita e' questa:
<Raciti era con dei colleghi del reparto mobile della polizia impegnato a rispondere a una carica contro i tifosi del Catania che volevano aggredire quelli del Palermo, appena entrati nello stadio. Riescono a bloccare un minorenne e ad arrestarlo: un poliziotto accompagna il ragazzo verso i cellulari, mentre Raciti torna in auto. A quel punto l? aggressione, forse una rappresaglia contro la cattura di uno degli ultras. Un masso lo colpisce allo sterno procurandogli una forte lesione alla gabbia toracica e ai polmoni, poi l? esplosione di una bomba carta e l?inalazione del fumo. È stata la somma di questi fattori a provocare un arresto cardiocircolatorio che si è rivelato fatale per l?ispettore.>
Ultima notizia della giornata:
<(ANSA) - ROMA, 6 feb - Sono 34 le persone arrestate fino ad ora per gli incidenti di Catania: 23 adulti e 11 minorenni, ha fatto sapere il ministro Amato. Parlando alla Camera, Amato ha detto che ancora non si conosce esattamente la dinamica della morte dell'ispettore Raciti: 'non sappiamo nemmeno quando e' accaduto cio' che ha provocato la morte'. Quel che e' certo, e' che Dopo aver ricevuto il colpo che gli e' poi risultato fatale, Raciti 'ha continuato a lavorare'.
queste le sono le principali notizie a oggi.>
In conclusione:
e' morto filippo raciti un nome e un cognome di una persona, e che dir si voglia che sia ultra' o della celere, un carabiniere o un manifestante, uno di destra o uno di sinistra, un bianco o un nero... in ogni caso e' sempre una persona con il diritto alla vita. La vita e' un dono prezioso che non deve venir meno per mano di nessuno, chiunque esso sia.
Infondo lui faceva parte della schiera dei servi dei servi, e come appunto sottolinea heidi (mamma di carlo giuliani e senatrice di rifondazione comunista) e' morto sul lavoro, e come ci dispiace per lui ci dispiace per tutti gli altri operai e professionisti che giornalmente lavorano pesantemente sui cantieri e nelle fabbriche e a cui il destino preserva la stessa sorte, ma non hanno tutte queste onorificenze e questo eco mediatico al momento della loro dipartita.
I media in questo modo non fanno altro che fomentare quest'odio tra tifosi e forze dell'ordine aizzando l'opinione pubblica contro gli ultras.
e' scontato percio' che la metodologia della repressione contestualizzata allo stadio, non puo' altro che diventare per gli ultras, trattati come trasgressori ancor prima che un qualsiasi reato venga compiuto, un pretesto di rivincita sociale, da scaricare talvolta contro gli sbirri che ci mettono del loro, indispettendo i tifosi, trasformando degli individui istintivi in violenti e non garantendo quindi un reale ?servizio d'ordine?(ma di disordine!).
Per i perbenisti, benpensanti, farisei, bigotti, telestupididipendenti, in balia di questa controrivoluzione democristoamericana che s'annidano numerosi e si nascondono dietro un giornale un partito un'organizzazione una societa' e quant'altro sia estraneo ai fatti, e che sono preda della disinformazione:
i mali vanno curati alla radice, se non si agisce in questo modo come possiamo notare, i risultati sono questi, ed è inutile ed ipocrita piangere lacrime di coccodrillo su uno sbirro morto.

in conclusione:
per darci in testa non basta che un pretesto!

# - postato da MetOOduS - 06 Feb 2007 23:29

#3

Rispondo a Sandro.Come al solito,il centro-sinistra non è stato affatto chiaro.Non si è capito se verrà semplicemente impedita la vendita in blocco dei biglietti dei settori ospiti,o se verranno direttamente smantellati i settori ospiti.Se la soluzione scelta sarà la prima,si sarà fatto un altro passo sulla strada dell'intrattenimento,ma potrebbe essere l'ultimo e questo ci andrebbe bene.Se sarà invece la seconda,non solo si sarà snaturato il calcio in uno dei suoi elementi fondamentali - la contrapposizione fra tifosi - ma si aumenteranno i rischi in materia di ordine pubblico,perché i tifosi ospiti si dovranno mischiare a quelli di casa.Come si dice in Veneto, "peggio el tacon che il buso".

# - postato da Ingrato - 07 Feb 2007 13:02

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