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Basi missionarie

30 Jan 2007

di Rapu | Newsweek

Immagine associata articolo

Permettere arbitrariamente di ampliare una base oppure no? Continuare a ri-finanziare una missione oppure non farlo?
Quando i Presidenti del Consiglio italiani vanno in Bulgaria bisogna tenersi forte, seppur Prodi ironizzando ha affermato di non portar con se alcun editto, ha egualmente creato scompiglio dando il via libera all’ampliamento della base Usa di Vicenza. La sua giustificazione risiede nell’asserire che si tratta di un impegno preso dall’Italia, anche se dal precedente Governo, e gli impegni vanno rispettati quando si governa. Insomma una presa di posizione da statista, che al contempo spazza via le accuse di antiamericanismo sulle quali nei giorni precedenti a questa decisione l’opposizione ha astutamente premuto. Uno dei problemi è che prima della dichiarazione di Prodi dai Ds in poi si concordava su un referendum da sottoporre alla cittadinanza vicentina per esprimersi sull’ampliamento. Quale metodo migliore se non la democrazia diretta locale per una decisione del genere? E soprattutto la classe dirigente che vuole andare a formare un partito dalla denominazione importante, il “Partito Democratico”, può non permettere ai vicentini di esprimersi su ciò che riguarda i propri spazi?
Ma è ormai forse inutile domandarselo perché da una parte i Ds non hanno battuto ciglio alle parole di Prodi e si sono di conseguenza allineati, dall’altra la sinistra radicale ha subito spostato l’attenzione altrove: sull’Afghanistan; facendo percepire il tutto come contropartita o peggio come ricatto.
Le due problematiche vanno invece separate e l’una non deve escludere o rimandare l’altra. La questione della base Usa a Vicenza non va abbandonata, è utile dar voce ai cittadini: a quelli che vogliono alternative, e a quelli che vedono i benefici economici che la base porterebbe. E poi vinca il migliore! Ma soprattutto il Governo non doveva liquidare la questione in questo modo, altrimenti come si spiegano le posizioni contrarie all’unilateralismo? La giusta critica ai bombardamenti in Somalia? L’Italia che ripudia la guerra dovrebbe anche fare i conti con l’Italia che permette l’ampliamento della base di Vicenza! E con quel simbolico arcobaleno che rappresenta la coalizione dell’Unione!!
Contemporaneamente dalla sinistra radicale si deve ampliare il discorso sull’Afghanistan, oggi come oggi non la si deve vedere meramente come l’ennesima guerra da rifiutare, perché pur partendo nel peggiore dei modi, pur essendo giustificata vagamente, oggi si combattono i talebani, si è chiusa la finta caccia ad Osama Bin Laden. Quindi è giusto continuare a combattere l’irrazionalità della guerra, e gli sfuocati motivi di essa, ma anche guardare alla situazione odierna dove qualcosa forse potrebbe migliorare e un contributo potrebbe provenire dall’Italia, con un impiego civile certamente, con una politica che evidenzi i differenti intenti rispetto a quelli degli anglo-americani.
In definitiva ciò che il Governo dovrebbe essere in grado di trovare non sarebbe un semplice compromesso di facciata che si tradurrebbe in un mero “salvataggio” per la coalizione, ma apportare un orientamento politico e civile, pur mantenendo una parte di quello militare motivandolo in base agli obbiettivi politici da raggiungere. Se anche chi è scettico verso la missione militare si accontenta del compromesso la politica estera che aveva fatto qualche passo avanti a livello europeo indietreggerà nuovamente.

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Commenti

#1

Gli italiani dovrebbero incominciare a chiedersi se sono padroni di casa loro.
L'armata rosso lascio' i paesi del blocco di Varsavia una volta finita la guerra fredda, la NATO esiste ancora e sul territorio italiano ha una rappresentanza unilaterale, cioè pienamente americana, anche se la NATO dovrebbe essere un organizzazione militare internazionale. Per me le basi NATO sul territorio italiano sono potere di occupazione, un mezzo per far sentire i muscoli di una forza egemonica.

# - postato da lufer - 03 Feb 2007 11:55

#2

Signonella? Un'altra Vicenza..

CONVEGNO
?Terra e libertà?

Da Vicenza a Sigonella:

non è su queste BASI che si costruiscono pace, sviluppo sostenibile e democrazia


Sabato 3 Febbraio 2007 nei locali del POLIVALENTE di Lentini

ORE 17,00

Interverranno:


Nicola Cipolla - Presidente CEPES

Rappresentante dell?Assemblea permanente NO Del Molin - Vicenza

Valter Lorenzi - Comitato unitario smantellamento e riconversione civile di Camp Derby

Alberto Ziparo - Urbanista, docente Analisi e valutazione ambientale Università Firenze

Antonio Mazzeo - Terre Libere

Andrea Marçel Pidalà - Coordinatore per la rete del Nuovo Municipio dei Laboratori Ricerche Territoriali Sicilia

Coordina Maria Adagio

# - postato da Frenco - 03 Feb 2007 11:58

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