Il valore intereligioso
05 Dec 2006
di Rapu | Newsweek

Questo è un sito che si può definire laico, che in alcune occasioni è stato critico verso la Chiesa Cattolica, ed è uno dei tanti siti che ha sostenuto i quattro “si” in materia di fecondazione assistita.
Ma oltre ad essere un sito laico e critico, vuole essere un sito libero ed obbiettivo. Per cui è doveroso oggi riparlare di Chiesa, e del Papa, e farlo in questa occasione positivamente.
Qui non ci sono esperti vaticanisti, e l’elezione di Papa Benedetto XVI, non era certo uno dei problemi su cui ci si è soffermati troppo. Ma certo la sua persona non era ben percepita. Poi vi è stato il discorso di Ratisbona, che ha creato non pochi problemi, e che forse voleva realmente dir qualcosa d’altro da ciò che è stato percepito, o forse no, e si è solo capito l’errore commesso.
Qui si è sostenuta la satira sul Papa, si è criticata la posizione verso le persone omosessuali da parte della Chiesa, ma oggi se vogliamo essere onesti non possiamo non riconoscere al Papa, e di conseguenza alla Chiesa, uno sforzo importante e utile a tutti credenti e non: poiché l’interreligiosità va a braccetto con l’intercultura, e quest’ultima riguarda noi tutti.
Voler insistere su una visita difficile, quella in Turchia, fa onore al Papa, non solo per il coraggio, perché si sa che in questi casi le misure di sicurezza divengono più che adeguate, ma soprattutto per la volontà di mandare un messaggio, ad una minoranza cattolica ed a una maggioranza mussulmana: potete vivere assieme, in questa proporzione, rispettandovi e lasciando ad ognuno libertà di credere ad un Dio. E si potrebbe aggiungere anche di non credere a nessun Dio, ma certo ricordare questo non è compito del Papa.
Se vogliamo esser ancora più sinceri dobbiamo riconoscere un’altra cosa: Ratzinger è andato oltre al principio di libertà, e ha “pregato come un mussulmano”, questo gesto è allo stesso tempo simbolico e profondo. Fuga ogni dubbio sulle sue intenzioni in materia interreligiosa, e mette in crisi i fondamentalismi laici e religiosi che essi siano.
Quello che è stato fatto con il viaggio in Turchia è un compito che solo la Chiesa poteva realizzare in modo così completo. E questo potrebbe essere il vero scopo della Chiesa oggi, se questa vuole estendere il suo raggio d’azione non solo ai credenti e non solo a chi rispetta i suoi dogmi. L’apertura concreta verso le religioni monoteistiche è un qualcosa che oggi si estende in ambito sociale e politico. Per questo il viaggio in Turchia rappresenta un passo importante: la Chiesa non deve far politica, ma con questo viaggio dimostra che può far qualcosa di asimmetrico che integra in modo completo l’azione diplomatica. Se questa strada continuerà ad esser percorsa rimarrà un tassello importantissimo, del quale non si potrà fare a meno per mantenere il dialogo tra Oriente e Occidente.
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Commenti
#1
Pur rispettando le opinioni espresse in questo articolo mi sento di dire alcune cose.Sono sempre stato critico nei confronti della chiesa cattolica e di tutte le altre forme di religione.Tutte,secondo me,forme di controllo e di stabilizzazione dell'esistente,di solito contro i cambiamenti sociali perchè ogni cambiamento rischia di cambiare anche le religioni o perlomeno il loro agire.Che il Papa abbia fatto per certi versi un discorso "sorprendente" mi sembra normale,non poteva certo andare in Turchia a dare fuoco alle polveri,anche perchè suppongo che abbia iniziato a sentire la responsabilità degli errori fin qui commessi.E' vero,il discorso di Ratisbona è stato probabilmente strumentalizzato,non era però difficile prevedre le razioni al suo discorso in un momento storico così delicato,diciamo che poteva evitare la citazione.E poi non dimentichiamoci che Ratzinger quando si è recato in Germania ha chiesto al governo Tedeso di aprire le porte agli immigrati Cristiani!!Non a tutti gli immigrati ma a quelli cristiani.E poi rimane il fatto che si tratta sempre e comunque di un Papa e di una Chiesa omofoba e sessuofoba,accentratrice e per certi versi reazionaria.Non credo onestamente che l'intercultura debba per forza passare tra le "forche" esclusive della chiesa.E poi,non mi sembra che il vero problema per l'interculturalità stia nelle diatribe tra varie religioni.L'educazione interculturale riguarda tutti,a cominciare dalle scuole per finire nel privato di ognuno.Credo poi che il progetto della chiesa non sia quello di contrapporsi alle altre religioni per scatenare guerre,ma piuttosto di contrastarne l'espansione radicalizzando i già cattolici su posizioni ancora più radicali.Come dire...evitare di perdere fedeli e motivarli con continui richiami su ciò che è giusto e sbagliato mentendo anche,come quando si afferma che le coppie di fatto metterebbero in pericolo la famiglia classica o magari utilizzando senza mezze misure ma in maniera furba le varie correnti politiche sempre pronte a saltare sul carro della fede.Come si spiegherebbero altrimenti i fiumi di parole spesi sulle presunte "radici cristiane dell'europa"?O le continue ingerenze sulle decisioni di stati liberi e democratici,vedi la rivolta dei vescovi in Spagna dopo i matrimoni gay?Se il dialogo interculturale deve dipendere da questi figuri...dio ce ne scampi...
# - postato da rob. - 05 Dec 2006 15:18
#2
Non è che il dialogo interculturale "deve dipendere da questi figuri"...ma volenti o nolenti ci deve passare. Per cui se la Chiesa fa qualcosa di buono in questo senso, non solo per sè ma per tutti, credo sia giusto sottolinearlo.
Certo la Chiesa ha posizioni lontanissime da me, da noi, in ambiti come: ricerca scientifica, coppie di fatto, aborto, eutanasia, fecondazione, omossesualità ecc... E non è che tutto ciò si cancella con il viaggio in Turchia, ma quest'ultimo è stato lodevole da parte sua, nessuno ha obbligato il Papa ad andarci, eppure lo ha fatto, e un passo come questo rappresenta un qualcosa di positivo per tutti.# - postato da Rapu - 06 Dec 2006 14:07
#3
Coraggio???Apertura???
Come si è presentato il papa in Tuchia?come si è presentato dinnanzi ad un popolo che egli stesso ha definito amico???
Si è presentato con12.000uomini a fargli la guardia!!!!Ed è un popolo amico....Gesù si presentò davanti al suo carnefice,il quinto procuratore della Giudea Ponzio Pilato,vestito solo di stracci e della sua fede.Ciò non vi fa riflettere su quanto poco oramai conti la fede anche in sede vaticana,rispetto alla poitica???non è una risposta alla sempre maggiore scristianizzazione del paese e non solo???La chiesa ha sempre fatto leva sull'ignoranza per imporsi nelle menti delle persone,ma ora che questa linfa vitale gli viene meno,solo la politica impedirà alla chiesa di estinguersi.
# - postato da Rebelde - 10 Dec 2006 10:36
#4
Bhe il Papa non è Gesù, è il capo della Chiesa, più o meno come per un capo di Stato la sicurezza non verrà mai trascurata, figuriamoci poi in Turchia, dove il clima non era del tutto favorevole.
Poi possiamo tirar dritti e far finta di niente anche quando, una volta tanto, la Chiesa fa qualcosa di buono, però se non vogliamo essere ciechi dovremmo criticarla quando serve (la maggior parte delle volte), ma sottolinearla quando tenta degli avvicinamenti culturali che spiazzano chi vuole lo scontro di civiltà.
Certo ciò che di buono ha fatto in Turchia sta già sfumando con ciò che sta dicendo in materia di coppie di fatto in Italia...un po' come se noi andassimo a dirgli che i preti si devono sposare...ognuno al proprio interno deve darsi le proprie regole.
# - postato da Rapu - 10 Dec 2006 11:12



