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Tra passato e presente...ma il futuro?

01 Nov 2006

di Rapu | Newsweek

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Un fantasma si aggira per l’Italia, ma non è quel vecchio fantasma che si aggirava a metà Ottocento per l’Europa di cui scriveva Marx, è invece il fantasma della serratura, del cavo del telefono, del microcip. Insomma la spia. Quella cosa che da bambini ci dicono di non fare, e che da adulti si fa, per necessità, per giustizia o convenienza. E’ proprio questo il punto in Italia si verificano da un po’ di tempo a questa parte fatti un po’ preoccupanti, che si pensava di aver lasciato alle spalle, invece tornano a galla: polizie parallele, rapimenti, intercettazioni, suicidi poco comprensibili, e da ultimo in ordine di tempo controlli su conti correnti privati di persone illustri candidate e poi divenute vertici delle Istituzioni.
Ma forse non è soltanto uno il fantasma che si aggira per l’Italia, ne esiste uno meno nascosto, “più legittimo”, che tenta di divenire concreto e di attirare a sé l’Italia, di centralizzarla sul lato dell’opinione. Infatti lo scenario politico italiano tende a trasformarsi in un bipolarismo “vero”, in due partiti avversi che racchiudano in se diverse aree, tra di loro simili, per mettere sempre più ai margini gli estremi, che si ritiene tengano in ostaggio le diverse Maggioranze e i diversi Governi.
Ora qualcuno si chiederà: ma che senso ha metter vicino le intrusioni illegali dei servizi deviati, e i grandi partiti che in Italia si vorrebbero far nascere? Un senso lo ha, perché lo scopo dei vari “Partito Democratico”, “Partito dei Moderati” o “Partito delle Libertà” o come li si voglia chiamare è appunto quello di colonizzare la politica, non dovendosi sentire più obbligati a fare alleanze con la propria storia o con la propria provenienza politica. Si vogliono mettere all’angolo “gli estremisti”, frase ad effetto che i più condividono, e che purtroppo pochi ricordano fosse anche il piano di Licio Gelli.
Guarda caso proprio di recente nasce un nuovo partito, che forse si può definire come scissione dell’Udc: “L’Italia di Mezzo”. Chissà questo “mezzo” che alleanza farà alle prossime elezioni? Ma soprattutto: Chissà che accadrà se realmente il Governo Prodi non riuscirà ad oltrepassare lo scoglio della prima finanziaria? Si era già formato un inquietante tavolo: quello dei volenterosi. Che è stato scongiurato quasi subito, ma pare che il centro (da destra) premi per entrare a far parte di un “governicchio” e che il centro (da sinistra) si allarghi un po’ a macchia d’olio, per mezzo di ripensamenti, sondaggi e paure. Che si può fare se chi dovrebbe governare ha paura a dare un indirizzo alla propria politica, e se tal volta non sa nemmeno spiegarlo con chiarezza e sicurezza al suo elettorato? Se per rimediare si cerca soltanto di far marcia indietro dove si potrà arrivare con il Governo di centro-sinistra?
C’è chi incalza e vuole formare il “Governo della responsabilità” e che di conseguenza ritiene di incarnare la responsabilità stessa, il futuro dell’Italia allora dovrà essere per altro mezzo secolo in mano alla responsabilità “cristiana”? Dovrà essere metà e metà, accontentare tutti e nessuno come la prima fase del Governo attuale, e tutto quello precedente? O ad un certo punto qualcuno avrà il coraggio di dare un indirizzo alla politica anche in Italia, senza aver il timore di perseguirlo?

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