Per il sentimento satirico
20 Nov 2006
di Rapu | Girotondo

Dopo un periodo di relativa quiete sulla satira, torna un atteggiamento ostile, e non solo da parte “dei presi di mira”, ma anche da parte di chi abita, o comunque vive di satira e ne vorrebbe censurare una parte. Sicuramente la seconda posizione risulta più grave della prima, che in un certo senso può essere comprensibile, poiché chiunque venga "preso di mira" tende a difendersi, mentre chi è satirico e censura un altro tipo di satira, o un altro satirico, si erige a “maestro” decide cosa è bene e cosa no in un certo campo, in questo caso in quello della satira. Diviene quindi un “padrone della satira”, molto ossimorica la cosa!
Si tratta di Forattini, egli stesso fa vignette sul Papa, le giustifica col dire che questo Papa ha una gran forza, e lui così lo disegna: una volta come razzo, una volta come Mazzinga che impugna una spada (con crocifisso rivoltato)…belle vignette che possono far sorridere, sulle quali nessuno ha niente da ridire, nemmeno il giornale “Avvenire”. Fin qui tutto tranquillo, se non per il fatto che lo stesso giornale, e lo stesso Forattini, indicano come inadeguate altre satire sul Pontefice (quelle di Crozza, Littizzetto e Fiorello) e su altri rappresentanti del Vaticano.
Li si ritiene offensivi, non degni e non rispettosi. Ma perché? Per un impatto mediatico maggiore che hanno tv e radio rispetto alle vignette? Sinceramente risulta difficile trovare altre spiegazioni.
A chi piace la satira, difficilmente riesce a condannarla, Forattini vuole rappresentare un Papa forte, ok! Ma chi interpreta quella vignetta potrebbe vederne un Papa minaccioso, sarebbe un’interpretazione sbagliata? Rispetto al Papa o rispetto alla vignetta? Ma ancora può ritenersi sbagliata un’interpretazione o una vignetta? Non si sa! Ognuno e ogni cosa (di conseguenza ogni satira) può essere interpretata, quindi chi vede la Littizzetto prender in considerazione Ruini, chi vede Crozza imitare Benedetto XVI, chi sente Fiorello imitare Papa Ratzinger o Padre don Georg, e anche chi ammira una vignetta di Forattini può provare sentimenti diversi, negativi o positivi, ma pare arduo considerarli offensivi. Si possono sentire offese le persone, che si vedono sotto tiro, ma l’intento della satira non é quello di offendere le persone, tanto meno i sentimenti. E’ quello di indurre a riflettere in modo dapprima leggero, ma per chi è più profondo la battuta, o la vignetta che sia, viene ricordata, pensata, interiorizzata: può portare anche a una riflessione che supera la risata . Per questo anche chi è soggetto alla satira dovrebbe guardarsi, e certo difendersi, ma anche pensarsi.
Dire che scherzare su persone che fanno parte dell’ambiente clericale offende i sentimenti profondi è propagandistico ed ideologico, chi si trova a dirigere o a scrivere su un giornale dovrebbe capirlo, alle lamentele che possono arrivare ad un quotidiano o a una redazione televisiva bisorrebbe rispondere non tanto con l’intento di accattivare di più il lettore a sé, quanto con uno spirito riflessivo verso la satira.
Non dovrebbe esserci poi il bisogno di ricordarlo ma se una cosa proprio non piace la si può non guardare, ma spesso il rifiuto di un qualcosa non si compie perché non piace ma perché mette in crisi alcune certezze che vogliono esser mantenute tali, e di conseguenza spaventa. Tutti dovrebbero sforzarsi e fare i conti con il “lontano da sé”, e la satira tra le altre cose può aiutare a questo scopo. Da ovunque provenga, e qualsiasi argomento tratti non dovremmo guardarla in modo ottuso.
Si tratta di Forattini, egli stesso fa vignette sul Papa, le giustifica col dire che questo Papa ha una gran forza, e lui così lo disegna: una volta come razzo, una volta come Mazzinga che impugna una spada (con crocifisso rivoltato)…belle vignette che possono far sorridere, sulle quali nessuno ha niente da ridire, nemmeno il giornale “Avvenire”. Fin qui tutto tranquillo, se non per il fatto che lo stesso giornale, e lo stesso Forattini, indicano come inadeguate altre satire sul Pontefice (quelle di Crozza, Littizzetto e Fiorello) e su altri rappresentanti del Vaticano.
Li si ritiene offensivi, non degni e non rispettosi. Ma perché? Per un impatto mediatico maggiore che hanno tv e radio rispetto alle vignette? Sinceramente risulta difficile trovare altre spiegazioni.
A chi piace la satira, difficilmente riesce a condannarla, Forattini vuole rappresentare un Papa forte, ok! Ma chi interpreta quella vignetta potrebbe vederne un Papa minaccioso, sarebbe un’interpretazione sbagliata? Rispetto al Papa o rispetto alla vignetta? Ma ancora può ritenersi sbagliata un’interpretazione o una vignetta? Non si sa! Ognuno e ogni cosa (di conseguenza ogni satira) può essere interpretata, quindi chi vede la Littizzetto prender in considerazione Ruini, chi vede Crozza imitare Benedetto XVI, chi sente Fiorello imitare Papa Ratzinger o Padre don Georg, e anche chi ammira una vignetta di Forattini può provare sentimenti diversi, negativi o positivi, ma pare arduo considerarli offensivi. Si possono sentire offese le persone, che si vedono sotto tiro, ma l’intento della satira non é quello di offendere le persone, tanto meno i sentimenti. E’ quello di indurre a riflettere in modo dapprima leggero, ma per chi è più profondo la battuta, o la vignetta che sia, viene ricordata, pensata, interiorizzata: può portare anche a una riflessione che supera la risata . Per questo anche chi è soggetto alla satira dovrebbe guardarsi, e certo difendersi, ma anche pensarsi.
Dire che scherzare su persone che fanno parte dell’ambiente clericale offende i sentimenti profondi è propagandistico ed ideologico, chi si trova a dirigere o a scrivere su un giornale dovrebbe capirlo, alle lamentele che possono arrivare ad un quotidiano o a una redazione televisiva bisorrebbe rispondere non tanto con l’intento di accattivare di più il lettore a sé, quanto con uno spirito riflessivo verso la satira.
Non dovrebbe esserci poi il bisogno di ricordarlo ma se una cosa proprio non piace la si può non guardare, ma spesso il rifiuto di un qualcosa non si compie perché non piace ma perché mette in crisi alcune certezze che vogliono esser mantenute tali, e di conseguenza spaventa. Tutti dovrebbero sforzarsi e fare i conti con il “lontano da sé”, e la satira tra le altre cose può aiutare a questo scopo. Da ovunque provenga, e qualsiasi argomento tratti non dovremmo guardarla in modo ottuso.
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Commenti
#1
Ammirare una vignetta di Forattini?!? Ma che, siete coprofili?
# - postato da darth wanax - 30 Aug 2007 12:20



