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AnnoZero

16 Sep 2006

di Rapu | Girotondo

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Dopo quattro anni di assenza dalla Rai come conduttore, è tornato Michele Santoro, con una trasmissione a metà tra l’approfondimento e l’inchiesta giornalistica.
Santoro ha fatto sicuramente arrabbiare un po’ tutti, prima chi lo ha cacciato dalla Rai, poi chi gli ha dato fiducia e alle scorse elezioni europee lo votò, e sconsolato dovette vederlo lasciare il Parlamento europeo per tornare tv. Funari, anch’egli uomo con poche porte aperte in Rai, parlando di Santoro disse: “Questo fa un po’ come cazzo je pare” e non è una frase priva di fondamento.
Lui stesso ammette che non basta aver ragione, e non basta farsi valere, per vincere una battaglia come quella condotta bisogna essere in una condizione di privilegio che egli stesso ritiene di occupare.
La prima puntata di Anno Zero ha affrontato un tema che ogni giorno risuona nelle nostre orecchie ed è d’avanti ai nostri occhi: l’immigrazione. La difficile convivenza marcata da un mancato dialogo, il lavoro e l’economia sommersa, le morti bianche, la casa, le sacche di emarginazione e devianza. Aspetti che elencati in questo modo possono apparire triti e ritriti, ma la differenza sta nel metodo. Non si sono trattati i temi separatamente come eventi isolati uno dall’altro, ma si è mostrato il filo conduttore, l’interazione tra queste situazioni che vanno a creare il senso comune e le situazioni odierne di nativi e migranti.
Un altro punto di forza della trasmissione di giovedì sera è stato quello di non essere un’arena di politici, lasciando spazio e dialogando in studio con persone comuni. I due ragazzi invitati in studio e comparsi anche durante il video dell’inchiesta, sono “tipi da ronda”, poliziotti di quartiere non ufficiali, che in ogni caso non conducono una vita facile, insomma ragazzi che tirano a campare e vedono le questioni dalla loro prospettiva, ma che sicuramente stando in studio ieri sera hanno capito, o almeno pensato, al fatto che ciò che il quartiere pensa oggi degli immigrati lo pensava di loro qualche anno fa, e che i problemi collegati all’immigrazione, o meglio ad una non adatta accoglienza, fanno da valvola di sfogo per situazioni di marginalità o di difficoltà della società italiana.
In definitiva, si può pensare di Santoro ciò che si vuole, avrà fatto i suoi sbagli prendendosi degli impegni che non poteva mantenere illudendo così gli elettori, avrà usato il suo volto e la sua situazione per portare voti ad un partito. Ma è certo che lui e il suo staff sono più utili in Rai che a Bruxelles.

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Commenti

#1

Bhe, sinceramente lui l'ho trovato un pò "diverso". Essenzialmente mi è piaciuto che finalmente quando si è parlato di problemi si è finalmente parlato di Milano e non di qualche città del sud.
Per il resto resta un programma con contenuti migliori di tanti altri a prescindere dal conduttore.
E nel frattempo un giornalista come Biagi...

# - postato da luker - 16 Sep 2006 18:18

#2

Utile per cosa?
Delegate la Borromeo con la goccia di sangue blu a parlare della merda che vi circonda?
Ve state strunziann cu' anno zero??...

'bbona furtuna.

# - postato da salvatore - 23 Sep 2006 09:48

#3

Ah, ma infatti ho sottolineato che è un programma con contenuti buoni a prescindere da chi ci sta dentro...vedasi la Borromeo che è alquanto "stonata" in quel contesto.

# - postato da luker - 23 Sep 2006 11:45

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