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Death of a President

10 Apr 2007

di Rapu | Girotondo

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Ottobre 2007 Bush si reca a Chicago per affrontare l’ennesimo discorso su Iraq, Iran e con l’aggiunta del problema nordcoreano. Fuori sale la tensione, i contestatori gridano: “Chicago odia Bush”, si oltrepassano le transenne obbligando l’auto presidenziale a cambiare percorso.
Dopo il discorso succede il fattaccio: un cecchino spara al Presidente che muore il giorno dopo.
Partono gli arresti, ci si concentra su un colpevole ideale, più che su uno reale. Tutto ciò che è stato fatto dopo l’11 settembre per le autorità non è bastato: hanno ucciso il Presidente, bisogna andarci più pesanti con il Patriot act, con i musulmani e i Paesi canaglia. E se ci si trova di fronte a una realtà più scomoda?
Meglio allungare i tempi e continuar a far galleggiare quella più comoda.
Grossomodo ciò ricostruisce il film, che usa immagini vere del Presidente per rendere il tutto più reale, e racconta una ricostruzione storica inventata come un documento. Non si può dire che manchi di originalità,
ma l’effetto “realtà” non funziona. Chiunque guarderà il film saprà che sta guardando un racconto di fantasia, narrato come se fosse avvenuto.
Questo modo di ricostruire va bene se il documentario ha ragion d’essere, altrimenti può risultare noioso.
Se nel film non si facesse morire il presidente probabilmente tutto il resto sarebbe accettato senza troppe difficoltà, non è poi così scandaloso il contenuto come si vuol far pensare. Sicuramente lo scenario potrebbe esser ben più apocalittico se nella realtà fosse ucciso Bush e se il maggior indiziato fosse un siriano.
Non serve dire che non esiste incitazione, ma è un semplice film sull’America di Bush, quella contro di lui (in modo più netto dei democratici), e contro la guerra in Iraq.


Regia: Gabriel Range

Anno: 2006

Cast: Hend Ayoub, Brian Boland, Becky Ann Baker, Robert Mangiardi, Jay Patterson, Jay Whittaker, Michael Reilly Burke, James Urbaniak



*Testo scritto da Rapu, 2 giorni prima.


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